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News e approfondimenti

Idee giovani per lo sviluppo nelle zone di montagna: presentati i progetti di LAMO

Comunità delle Giudicarie (località Boniprati) e nella Comunità del Primiero (località Vederne)- PrimieroVedi mappa

Chi può offrire ai territori marginali di montagna nuove visioni? Quali progetti innovativi si possono proporre per il loro rilancio? Hanno cercato di rispondere a questa domanda i 24 giovani studenti universitari che hanno partecipato a LAMO, il LAboratorio residenziale di partecipazione per la valorizzazione delle aree di mezza MOntagna promosso dalla Provincia autonoma di Trento la scorsa estate. Oggi in una conferenza stampa nella sede della Provincia, alla quale è intervenuto anche l'assessore alla coesione territoriale Carlo Daldoss, sono stati illustrati i risultati, ovvero le proposte ideate dai giovani per dare nuove prospettive di sviluppo a due zone di mezza montagna, spesso lontane dai principali flussi turistici e senza che ne siano valorizzate le potenzialità paesaggistiche, economiche e sociali: l'altopiano di Boniprati nelle Giudicarie e il territorio di Vederne nel Primiero.

Per favorire la coesione territoriale anche attraverso attività sperimentali, la legge provinciale 3 del giugno 2006, (Norme in materia di governo dell'autonomia del Trentino), prevede che la Provincia promuova la realizzazione da parte dei Comuni di progetti sperimentali di sviluppo delle zone montane non densamente popolate. Ciò rimanda all'idea che i processi di sviluppo del territorio sono strettamente legati a iniziative strategiche, che prevedono l'utilizzo di strumenti innovativi nei metodi e nei risultati, basati sulle più recenti conoscenze e tecnologie a disposizione o nuovi per i territori.

Il laboratorio LAMO – iniziativa coordinata dall'Unità di missione strategica sviluppo della riforma istituzionale (UMST) della Provincia di Trento e svolta in collaborazione con l'Università di Trento, la STEP Scuola del paesaggio, i Comuni e le Comunità interessate e gli Istituti comprensivi di Primiero e Don Guetti di Tione – ha preso avvio a metà luglio. I due gruppi di giovani universitari, 12 laureati in diverse discipline per gruppo e appositamente selezionati, hanno prima compiuto un'analisi delle risorse presenti sui due territori, la verdeggiante distesa dell'altopiano di Boniprati, nel comune di Prezzo (Valle del Chiese) e il territorio di Vederne, il versante meridionale della valle di Primiero, per poi discutere con i vari stakeholder e gli amministratori locali delle possibili iniziative che avrebbero potuto generare nuove dinamiche di sviluppo. In “competizione” tra loro, ciascun gruppo ha poi individuato un pacchetto di proposte innovative. Due, uno per ogni territorio, i progetti risultati vincitori, che sono valsi ai gruppi di studenti che li hanno elaborati un viaggio a Bruxelles di conoscenza delle istituzioni europee.

Ma ecco le proposte avanzate dai giovani universitari del progetto LAMO peri due territori di Boniprati in Giudicarie e di Vederne in Primiero.

Il progetto Floating Innovation (progetto vincitore) propone per lo sviluppo del territorio di Boniprati l'adozione di strumenti tecnologici nuovi che facilitino un approccio emozionale ai luoghi e facciano dell'area un richiamo per categorie particolari di turisti. Valorizzando la sentieristica esistente e le caratteristiche morfologiche dell'ambiente intorno a Boniprati, il gruppo ha proposto di introdurre carrozzine per disabili a trazione elettrica costruite in modo da rendere loro possibile percorrere i sentieri, biciclette elettriche e predisposte anche per i percorsi con neve, tende sospese fra alberi per l'alloggio temporaneo e ad immersione nella natura.

Il progetto GiovAzione (progetto vincitore), considerando i processi di abbandono dei terreni e avanzamento boschivo, di invecchiamento della popolazione e carenza di opportunità lavorative differenziate riscontrati nel territorio, ha proposto di potenziare la formazione dei giovani locali su due tematiche ritenute strategiche per lo sviluppo del territorio e la valorizzazione delle sue peculiarità: la filiera del legno e le attività rurali, in continuità con la tradizione locale. Obiettivo operativo del progetto è la costruzione di un “alveare” di giovani diplomati del Primiero (e non solo) che, grazie ad una formazione realizzata da figure di rilievo locali ed esterne, partecipano nello sviluppare il benessere della valle tenendo in considerazione le esigenze del territorio rispetto ad un servizio specifico.