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Sguardo al paesaggio tra natura e interventi umani

La voce del Trentino

Potrebbe sembrare una provocazione l'idea di abitare in una casa sugli alberi, ma l'arch. Emanuela Schir in tema di riqualificazione dell'ambiente ha prospettato anche questa ipotesi in sostituzione di alcuni edifici incongrui ancora esistenti in territorio montano, durante l'incontro che chiudeva a Levico Terme una interessante mostra sul paesaggio del Trentino.
Approfondire in modo critico l'interazione dell'uomo con l'ambiente che lo circonda è il tema della mostra “Il paesaggio del Trentino – Un percorso tra natura e interventi umani”, promossa dall'Associazione Chiarentana e Step-Scuola per il governo del territorio e del paesaggio, in collaborazione con Provincia di Trento, Trentino School of Management, Muse-Museo delle Scienze e Fondazione Museo Storico del Trentino.
Quindici pannelli che sintetizzano gli aspetti naturali del paesaggio (geologia, morfologia, ecosistemi), il paesaggio agrario, il paesaggio costruito, il paesaggio urbano e quello progettato (il verde, lo spazio pubblico e gli edifici).
Una lettura del paesaggio naturale e trasformato dall'uomo, con foto storiche e immagini recenti per comprendere i principali valori e strumenti da utilizzare. Temi interessanti e coinvolgenti contenuti in una pregevole pubblicazione consegnata al pubblico al termine del convegno.
Step-Scuola svolge attività di formazione permanente rivolta non solo ad amministratori, tecnici e professionisti, ma organizza convegni, seminari, master, produce libri e ricerche al fine di promuovere una cultura diffusa del governo del territorio e del paesaggio.
Particolare attenzione è dedicata alle giovani generazioni, infatti Stepjunior è la sezione che svolge attività formativa ed educativa rivolta a studenti e docenti su tematiche relative al paesaggio con due finalità: spazio di vita e spazio di incontro tra saperi.
Il metodo didattico è basato sull'esperienza diretta dei partecipanti e la ricerca applicata, valorizzando i gruppi di lavoro che studiano la relazione tra natura e cultura, tra lettura della storia e progettazione del futuro.
Il sito www.paesaggiotrentino.it (tramite l'Osservatorio del Paesaggio) offre l'opportunità di accedere ad un'ampia gamma di servizi informativi dedicata a tutti i cittadini interessati, operatori culturali e media, oltre che ricercatori e studenti.
Un altro importante portale è l'Archivio iconografico dei paesaggi di comunità:www.altavalsugana.paesaggiocomunita.it di elevato interesse per il patrimonio di fotografie d'epoca da cercare e sfogliare come un album.
L'arch. Emanuela Schir nel suo intervento al convegno pone l'accento sulla lettura del paesaggio e parte da una domanda di uno studente: perché dovrei interessarmi al paesaggio? Spesso viviamo in un luogo, ma non lo apprezziamo a sufficienza, a differenza dei turisti che si fermano ad osservare monumenti e panorami delle nostre città.
Secondo l'antropologo francese Marc Augè “non esiste un paesaggio senza sguardo, senza coscienza del paesaggio.
Ecco che la mostra è un'occasione per fermarsi a guardare e prendere consapevolezza dei valori connessi con il paesaggio e la sua valorizzazione.
L'art.1 della Convenzione Europea del Paesaggio del 2000, recita: “paesaggio è una porzione di territorio così come è percepita dalle popolazioni, cioè senza le persone il paesaggio non esiste nemmeno, definisce la qualità di vita delle persone e produce emozioni che possono essere positive o negative, considerano i paesaggi della vita quotidiana e anche quelli degradati.
E' previsto quindi un ruolo attivo delle popolazioni nel momento delle decisioni per definire le politiche di salvaguardia, gestione e pianificazione dei paesaggi (art.2-5-6) perché il paesaggio “vissuto” non è un argomento riservato soltanto a gruppi di esperti.
Obiettivo principale della Convenzione è migliorare la qualità di vita della popolazione tramite le amministrazioni pubbliche, per rafforzare il rapporto dei cittadini con i loro territori; quindi godere di paesaggi di qualità contribuisce al loro benessere.
Saper leggere il paesaggio vuol dire saper riconoscere le diverse parti che lo compongono, significati e valori che ad esso si attribuiscono, allora sorge spontanea una domanda: come si può imparare a guardare?
Esiste un primo livello: lettura denotativa che risponde alle domanda <che cosa vedo nel paesaggio? Com'è il paesaggio nella sua materialità?>
Un secondo livello è la lettura connotativa che pone l'accento sugli aspetti emozionali e coinvolge i nostri sensi (es. acquerello di Dürer) <che cosa mi trasmette questo paesaggio? Quali sono i suoi valori?>
Il terzo livello è la lettura interpretativa che cerca di rispondere alla domanda: <perché questo paesaggio è così?>
Infine c'è la lettura temporale che mette in risalto le trasformazioni tra passato e presente, chiedendosi: <com'era il paesaggio nel passato e come sarà nel futuro?>
Ecco che entrano in gioco alcune parole chiave che ci appartengono come cittadini: sguardo, consapevolezza, identità, responsabilità.
Diventeremo fotografi del paesaggio, trasformato anch'esso in un “bene” e in tal modo saremo più partecipi e consapevoli dei mutamenti che avvengono nel tempo.
Un utile esercizio che abbiamo sperimentato nella giornata del FAI d'autunno domenica 15 ottobre 2017 a Levico Terme è stato quello di osservare e ammirare la Toresela ristrutturata e poi confrontarla con vecchie immagini che la ritraggono in stato di abbandono.
Accompagnati dalla guide del FAI numerosi gruppi di partecipanti hanno partecipato al trekking per visitare beni storico-monumentali di straordinario interesse (Parco Asburgico, Hotel Imperial, Torre Belvedere, chiesetta di San Biagio, Forte delle Benne e Chiesa del Redentore).
Un tour che ha dato l'opportunità di osservare i siti culturali e la città di Levico Terme da diversi punti di vista, in una bella giornata di sole.
Qualche escursionista avrà trovato risposta alle domande sulla lettura del paesaggio: aspetti oggettivi e soggettivi, materiali e immateriali, emozioni e valori.
L'educazione al paesaggio diventa quindi una modalità strategica per conoscere meglio la comunità a cui apparteniamo, sostenendo la partecipazione e il confronto dei cittadini nella progettazione del proprio futuro.
“E' in noi che i paesaggi hanno paesaggio. Perciò se li immagino li creo; se li creo esistono; se esistono li vedo”. (Fernando Pessoa)
 
Maria Cristina Betzu