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Molveno consegna la Cittadinanza Onoraria agli artisti MOG e Lagash per il progetto #OP17

La Voce del Trentino

Dopo due anni di esposizioni del progetto OP17, il Comune di Molveno ha consegnato la Cittadinanza Onoraria agli artisti Morgana Orsetta Ghini, in arte MOG, e il musicista Luca Lagash.

Come ricordato dal sindaco di Molveno, Luigi Nicolussi, è stato un atto dovuto per riconoscere l'importante opera dei due artisti, con la collaborazione di Paolo Grigolli, Alessandro Cremonesi e Thomas Böhm, durante l'eccezionale inverno del 2016-2017.

Ma andiamo per ordine. Giovedì 03 gennaio 2019 nella sala consigliare di Molveno è stato presentato il catalogo del progetto #OP17 – “Opera dello Svelamento Conoscenza e Rinnovamento delle acque del Lago di Molveno” – e con l'occasione è stata consegnata la cittadinanza onoraria ai due artisti che hanno contribuito alla realizzazione del progetto.

La serata di giovedì è stata occasione per ricordare l'eccezione inverno del 2016-2017, iniziato con le preoccupazioni del Comune di Molveno per lo svuotamento del Lago, a causa dei lavori di manutenzione degli impianti idroelettrici in esso contenuti, ma poi approdato in attrazione grazie alla realizzazione del progetto #OP17.

Come ricordato dal sindaco di Molveno, Luigi Nicolussi, dall'Assessore alla cultura, Anna Donini, e Paolo Grigolli, direttore della Scuola per il management del turismo e della cultura presso il TSM, #OP17 ha trasformato in attrazione lo svuotamento del lago chiamando a raccolta migliaia di visitatori nei weekend dell'inverno 2016-2017. Un progetto nato da una scommessa tra Anna Donini e Paolo Grigolli che poi si è trasformato in qualcosa di inaspettato. Come sottolineato da Paolo Grigolli “l'impresa più importante è stata quella di far scatenare nell'immaginario collettivo un'idea positiva del lago vuoto”.

Gianluca Cepollaro, direttore della Scuola per il governo del territorio e del paesaggio presso il TSM di Trento, che ha curato il catalogo del progetto ha sottolineato la straordinarietà del lavoro svolto, anche per i rischi in cui si poteva incorrere, e il lavoro compiuto dagli artisti di #OP17. Gli artisti hanno aiutato a vedere con altri occhi il lago e “ci hanno riportato all'essenzialità del valore dell'acqua”, bene sempre più prezioso in tempi di cambianti climatici.

Tramite la musica, la poesia, la scultura e il tavolo palcoscenico dell'interazione il Lago di Molveno è stato visto sotto nuove angolature. La scultura monumentale di MOG, l'unica parte del progetto #OP17 rimasta sulle rive del lago, ha dato il suo contributo per ritrovare il lago sotto nuovi punti di vista. “Un impresa difficile da raggiungere, ma la follia ha aiutato ad attuare un progetto pazzesco e avvicinare la comunità ad un lago fin troppo conosciuto” ha sottolineato MOG. Luca Lagash attraverso il paesaggio sonoro ha invece svelato la voce sepolta del corpo del lago, tramite un percorso onirico di suoni e composizioni.

Alessandro Cremonesi con il suo Manifesto Poetico ha dato voce al lago, il grande protagonista. Infine, il Tavolo dell'Interazione, ideato da Thomas Böhm, ha innescato meccanismi di socialità e condivisione sulle rive “svelate” del Lago di Molveno.

Una scommessa riuscita come sottolineato dallo stesso Luca Lagash “una scommessa di cui si era sicuri del processo ma non del risultato”. Inoltre “tra le cose più discusse alla Biennale di Venezia è stato il coraggio di aver scommesso, indipendentemente dalla certezza del risultato; un po' come ricordato dall'artista Marina Abramovic ‘Il processo è sempre più importante del risultato'”.

Un successo di visitatori, dai 40.000 ai 45.000, al Lago svuotato di Molveno, e di esposizioni del progetto #OP17 che nell'arco di due anni è stato presentato in ben 17 eventi in Italia. Fino ad approdare alla Biennale di Architettura di Venezia 2018 dove è stato uno dei progetti che ha riscosso maggior interesse nell'ambito dei progetti futuri per l'Arcipelago Italia. E non è finita qui, come indicato da Luca d'Angelo, direttore dell'APT Paganella, #OP17 è stato il motore per dare avvio a nuovi progetti avveniristici per l'Altipiano, come quello di riqualificazione di cima Paganella con l'elemento disturbante delle antenne.