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Le utili idee dei giovani

Corriere del Trentino

Largo ai giovani. Lo slogan è ormai abusato: i partiti, soprattutto in campagna elettorale, ammiccano sempre più spesso agli «under 30» con una raffica di idee, anche troppe a volte, che puntualmente rimangono lettera morta o trovano solo parziale applicazione. Rimane sempre un errore mettere in contrapposizione vecchi e giovani, un giovanilismo tout court fa solo danni, utile sarebbe invece accompagnare i nuovi «talenti», offrendo loro gli spazi necessari per farsi conoscere e apprezzare. È quanto è stato fatto, l'altra sera a Cornano, nell'ambito del dibattito sui cinquantanni del Piano urbanistico provinciale (Pup). La Step (Scuola per il governo del territorio e del paesaggio), con il suo direttore Gianluca Cepollaro, ha affidato uno spazio a due giovani ingegneri, Davide Cappelletti di «CampoMarzio» e Andrea Simon di «CampoSaz». Due «under» che hanno letto il Pup firmato Bruno Kessler con gli occhi, anche provocatori, di professionalità fuori dagli schemi. Cappelletti e Simon hanno avuto l'occasione per presentarsi diventando potenziali interlocutori di chi oggi deve pianificare il territorio in maniera diversa rispetto a cinquantanni fa, in un contesto dove il 95% dei trentini considera il paesaggio un'insostituibile ricchezza. Un valore da tutelare, quindi. «CampoMarzio» ha elaborato un progetto, illustrato recentemente al Comune di Trento, che nell'ottica del motto «zero consumo di suolo», ipotizza il nuovo stadio sopra il tetto del futuro centro espositivo previsto sull'area ex Italcementi. 

Un'elaborazione in via di affinamento che muove dalla volontà di non occupare altro terreno, ma anche dalla necessità di ripensare a una parte di città che si trova al di là del fiume Adige. Potrà piacere o meno, ma almeno si ragiona fuori dai canoni che, per una nuova opera, vogliono come scelta primaria uno spazio vergine. «CampoSaz», associazione nata in Primiero nel 2013, incoraggiale collaborazioni fra architetti e non, oltre che fra Paesi diversi. La caratteristica è di fare piccoli interventi, soprattutto di recupero di spazi pubblici (come fatto nei paesi colpiti dal terremoto) dialogando con le amministrazioni locali. Progetti dall'alto valore sociale, a basso costo, utili a recuperare zone degradate. Altra scelta innovativa, che connette saperi diversi in funzione di un bene comune. Insomma, i giovani sanno mettersi in discussione: aspettano solo che qualcuno li offra un'opportunità. Possibilmente non elettorale.