Formazione

Bello è buono. Agricoltura, cibo e paesaggio

step-Scuola per il governo del territorio e del paesaggio- Via Diaz, 15- TrentoVedi mappa

Incontro formativo per la progettazione della “Giornata del paesaggio” 

La diversità del territorio che connota il Trentino e l'intervento umano nel corso degli anni hanno contribuito a disegnare una fitta trama di paesaggi agricoli a cui si legano molteplici prodotti. Un'attività agricola che riconosce nel paesaggio, nell'ambiente, nel territorio i suoi elementi essenziali richiede scelte di trasformazione appropriate accompagnate da un'attenta riflessione sulla relazione tra la qualità delle pratiche di coltivazione e la qualità del cibo. Il cibo è paesaggio, ambiente e territorio nonché esito della cultura che lo produce. 

Destinatari

Presidenti e collaboratori degli Ecomusei del Trentino.

Articolazione e contenuti

La giornata formativa che si terrà il 18 marzo 2015 si articola in due sessioni. Nella mattinata saranno presentati alcuni concetti di carattere generale relativi al paesaggio e al legame tra trasformazione del territorio, agricoltura e paesaggio. 

Nel pomeriggio saranno svolte, attraverso la presentazione di esperienze significative, alcune riflessioni sul rapporto tra cibo, paesaggio e territorio agricolo. 

Alla giornata formativa seguirà un momento di lavoro comune con la Rete degli Ecomusei del Trentino per elaborare spunti e idee per la progettazione della Giornata Europea del Paesaggio.

Mercoledì 18 marzo 2015 ore 9-30 – 17.00

Suolo, territorio e paesaggio
Bruno Zanon, Università di Trento, Presidente del Comitato Scientifico di step

Coltivare il paesaggio, produrre il cibo 
Annibale Salsa, Componente del Comitato Scientifico di step

Recuperare il territorio agricolo, ritrovare il cibo 
Gianfranco Bettega, Comunità di Primiero 

Nutrirsi di paesaggio: qualità del prodotto e qualità del paesaggio
Walter Nicoletti, giornalista, esperto di agricoltura di montagna

La cura dell'orto. Orti familiari ed educazione al cibo e al paesaggio
Morena Paola Carli, esperta di orti di familiari

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