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stepincontra: Renato Bocchi. Il futuro delle città: riqualificazione, rammendo, innesto, riciclo

30 ottobre 2014 | 17:00 - 19:00
tsm-Trentino School of Management (aula magna)- via Giusti, 40- TrentoVedi mappa

Introduce e modera Emanuela Schir, Comitato Scientifico di step

La partecipazione all'incontro è gratuita con iscrizione on-line al sito www.tsm.tn.it obbligatoria fino ad esaurimento posti. Il posto sarà riservato a tutti gli iscritti fino all'orario di inizio dell'incontro.

Si può ritenere ormai acquisita, nella cultura architettonico-urbanistica come in quella socio-politica, la volontà e la necessità di non consumare più suolo e di ridurre al massimo lo spreco delle risorse, e quindi del patrimonio esistente quale che sia la sua qualità intrinseca. Da qui lo slogan condiviso di “costruire sul o nel costruito”. Tuttavia di fronte alla radicalità dei fenomeni di mutamento nella società e nelle città appaiono insufficienti i processi di rimedio, di modificazione debole e di ricucitura. Sempre più emerge la necessità di elaborare modelli, visioni, per un futuro profondamente diverso, per un cambiamento radicale di mentalità e quindi di scenario.

Per questo, pur apprezzando sia le idealità sia le proposte e i metodi dell'architettura di Renzo Piano, trovo difficoltà nel condividere la sua recente parola d'ordine: il rammendo (delle periferie), che mi pare una strategia in fondo troppo debole e difensiva. Più interessante mi pare il concetto di innesto proposto nella recente Biennale di Venezia da Cino Zucchi: innestare sulla pianta esistente per produrre “metamorfosi”. E più produttivo mi appare il concetto di ri-ciclo cui si ispira la ricerca Re-cycle Italy di cui sono il coordinatore nazionale, nata sulla spinta dell'importante mostra curata da Pippo Ciorra al Maxxi di Roma nel 2011, e che si propone di assumere l'esistente nelle sue potenzialità di risorsa materiale da ri-ciclare e re-inventare radicalmente, a favore di nuovi disegni, per nuovi cicli di vita.

Il futuro delle città e dei paesaggi mi pare riposare, prima ancora che sulla nostra abilità di problem solving, sulla nostra capacità di visione. Come sostengono Don Norman e Roberto Verganti “L'innovazione di rottura nasce dalla visione: la capacità di guardare il mondo e vedere ciò che gli altri non sono in grado di vedere. (…) Una società sostenibile può scaturire solo da visioni che sappiano guardare oltre l'oggi, oltre i problemi immediati”.

Renato Bocchi (Trento, 1949) è professore ordinario di composizione architettonica e urbana all'Università IUAV di Venezia, dove è stato direttore del Dipartimento di progettazione architettonica dal 2006 al 2009 e dove insegna nel corso di Teorie dell'architettura e nell'atelier Città e Paesaggio del Dipartimento di Culture del progetto. Dopo un lungo lavoro sui temi della morfologia e della progettazione urbana, che ha trovato applicazione soprattutto sulla città di Trento con le consulenze per il Piano del centro storico (1979-84) e per la Variante generale al PRG (2000-01) le sue principali ricerche recenti vertono sul trinomio Architettura Arte Paesaggio e sono riassunte in molteplici pubblicazioni, fra cui si segnala il libro Progettare lo spazio e il movimento, Gangemi, Roma 2009. Dal 2013 coordina il vasto programma di ricerca triennale Re-cycle Italy, che coinvolge undici università italiane, fra cui anche l'Università di Trento (www.recycleitaly.it).

In collaborazione con: Ordine degli Ingegneri della Provincia di Trento e Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della Provincia di Trento.

 


CREDITI FORMATIVI PROFESSIONALI PER INGEGNERI. Ogni seminario darà diritto a 3 CFP
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